Tour del Brenta settentrionale

da Silvano
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Itinerario inserito completamente nel Parco Naturale Adamello-Brenta che segue il percorso Dolomiti di Brenta Bike attorno al Brenta orientale in ambiente dolomitico.

Il percorso si snoda dalla Val di Sole per raggiungere il Passo Grosté (2.441 m), punto di eccezionale panoramicità sui Gruppi di Brenta, Adamello-Presanella, Ortles-Cevedale e sulle Valli circostanti e quindi scendere in Val di Non fino al noto Lago di Tovel per chiudersi nuovamente in Val di Sole attraversando il Monte Peller. Su terreno di difficoltà varia fino al massimo livello riscontrabile nel Mountain Bike. Alcuni tratti di sentiero debbono essere percorsi obbligatoriamente a piedi. I dislivelli notevoli e la rilevante lunghezza del percorso lo fanno diventare il più impegnativo della zona. Consigliato a bikers esperti con ottimo allenamento, adeguata resistenza e buona capacità tecnica.

Descrizione:
Dal paese di Dimaro (da ammirare l’ardito campanile cinquecentesco della chiesa) seguendo le strade comunali sino alla frazione di Carciato. In prossimità di essa si percorre a destra una stradina asfaltata (crocefisso) che sale nella parte ovest della frazione (zona Senasega). Nell’abitato, si svolta a destra, tra ville di recente costruzione fino al termine della strada asfaltata dove inizia una stradina ciottolosa che sale in prossimità del bosco. Di qui, ancora a destra, al margine di alcune zone prative si entra nel bel bosco di abeti sino a giungere sulle rive del torrente Meledrio. Lo si attraversa sul caratteristico ponte in legno (zona attrezzata) incontrando la stradina sterrata che sale dalla Strada Statale n. 239. Si prosegue a sinistra, su pendenza moderata, in ambiente fresco e silenzioso, superando alcuni antichi manufatti (calcara per fare la calce) e si giunge in prossimità del ponte sul Torrente Meledrio (cascata). Lo si attraversa salendo per ripida strada compatta con numerosi tornanti sino ad un tratto pianeggiante dove vi è un bivio con indicazione a destra per Pont del Pastin - Campo Carlo Magno; superato un bel capitello dedicato alla Madonna, come quello che si incontra per primo salendo, si prosegue sulla strada, che adesso si fa più stretta, scavata sui fianchi dell’impervia gola, passando una piccola galleria fino a giungere ad un ponte di legno sospeso sulle spumeggianti e fragorose cascate del torrente Meledrio.

La stradina ora si fa un po’ più ampia e sale il fondovalle seguendo le anse del torrente nell’ombroso e silenzioso bosco di abeti, sino a giungere nello spiazzo incolto della Malga di Presson posta un po’ più in alto (Loc. Pont del Pastin). Si prosegue ora sulla destra seguendo una larga strada sterrata che sale a fianco del pascolo per entrare poco dopo nell’ombroso bosco di giganteschi abeti sino ad un bivio. Mentre a destra si va alla Malga di Presson, si continua verso sinistra proseguendo con pendenza varia in direzione Passo Campo Carlo Magno. Il nome, che farebbe pensare ad un transito del famoso imperatore Carlo Magno fra l’VIII ed il IX secolo, fu in realtà inventato per il passo solo a fine 1800. Il paesaggio si fa più aspro e selvaggio con la splendida vista sulla Val di Centonia, da cui prende l’acqua potabile buona parte della bassa Val di Sole, e le cime che ne fanno da contorno. Prestando attenzione a rimanere sempre sulla destra, superata una barriera di accesso, la strada si fa più ripida passando vicino ad un piccolo capitello con sorgente e dopo alcuni tornanti si arriva nei pressi della Strada Statale n. 239 Madonna di Campiglio-Dimaro in Loc. Prà del Mazza. Mantenendosi sempre a sinistra, in leggera discesa ci si stacca dalla strada statale attraversando il torrente Meledrio per porsi sul versante opposto e di qui a destra si giunge in breve allo spiazzo prativo della Malga Mondifrà (Monte dei frati: in antico era un beneficio dei religiosi che custodivano l’ospizio di S. Maria in Campiglio - 1632 m) posta proprio al di sotto delle pareti dolomitiche. Proseguendo in piano si rientra nel bosco per uscire sul pascolo in prossimità di un’ampia curva. Variante per Passo Grostè.

Abbassandosi leggermente sulla destra si segue un’evidente traccia di sentiero che sale sul pascolo e, superando alcuni tratti ripidi con radici affioranti, si giunge a fianco dei campi da golf e delle residenze di Passo Campo Carlo Magno. Si prosegue fino a giungere in prossimità degli impianti sciistici dove si svolta a sinistra seguendo l’evidente strada, inizialmente asfaltata, con indicazioni Malga Vagliana-Passo Gosté. Poco più avanti la strada diventa sterrata e sale con ripidissimi tratti, sul percorso delle piste da sci, fino al Rifugio Graffer. Di qui in breve ma durissima salita su terreno sassoso si giunge al Passo Grosté (2.441 m) punto di eccezionale panoramicità sui Gruppi di Brenta, Adamello-Presanella, Ortles-Cevedale e sulle valli circostanti.

Dal Passo Grostè si seguono le indicazioni per Malga Flavona sul sentiero SAT n. 301, che obbliga, poiché molto stretto e scalinato, a proseguire a piedi alternandosi con brevi tratti in sella (tratto molto tecnico) fino ad arrivare in prossimità del Monte Turrion Basso. Tenendosi sempre sul sentiero SAT n. 301, si sale spingendo la bicicletta fino al pianoro sovrastante la zona Campo della Flavona. Qui si incontra il sentiero SAT n. 371 che attraversa gli splendidi pianori prativi percorribili, con la dovuta prudenza, anche in bicicletta. Terminate le vaste aree prative, superato un breve risalto, si raggiunge la Malga Flavona (1.860 m). Passando all’esterno dello steccato che delimita la proprietà, si incontra una mulattiera che porta, tra un rado bosco di larice ed una discesa impegnativa, alla angusta Malga Pozzol. La strada ora si fa più scorrevole, ripida e veloce (prestare attenzione alle zone cementate e al possibile transito di autoveicoli e pedoni) nel fitto bosco di abeti, fino a raggiungere il suggestivo Lago di Tovel.
Seguendo poi la strada asfaltata che percorre tutta la valle, si giunge all’abitato di Tuenno, lo si supera in direzione Cles e precisamente nella Località Cros de Talao si sale a sinistra su ripida strada asfaltata in mezzo ai frutteti seguendo le indicazioni per Malghetto di Tuenno.

La strada ora si fa sterrata e con gradualità sale in direzione del Monte Peller. Superate numerose piccole costruzioni alpine, si esce dal bosco e percorso un ripido tratto cementato, sul quale sono impresse le impronte dell’orso, si giunge alla Loc. Fontana Radice, punto di intersezione con la strada sterrata proveniente da Cles. Superato un breve tratto ripido, si giunge, costeggiando il piccolo Lago Durigal, in prossimità del Rifugio Monte Peller (2.022 m) posto su un dosso sovrastante. Non si sale al rifugio ma immediatamente dopo il bivio si svolta sulla destra seguendo il sentiero SAT n. 374 che scende in direzione del Bivacco Mezol superando alcune zone cespugliose per entrare poi nel fitto bosco su una vecchia mulattiera fino alla Loc. Poza de le As. Qui una strada sterrata molto più ampia scende in direzione del bivacco Mezol (prestare attenzione, sulla sinistra, alle indicazioni del sentiero SAT n. 374) che ci permette di attraversare la Valle della Petturina e quindi in breve giungere al rifugio. Poco più in basso del rifugio, ai margini della zona prativa, si segue la strada boschiva sulla sinistra comprendente il sentiero SAT n. 374. La strada diventa quindi mulattiera con notevole esposizione sulla forra e prosegue diventando sempre più ripida con alcuni tratti di terreno roccioso da superare con attenzione. Ora la mulattiera, vecchia strada di un tempo, incrocia la nuova strada boschiva che sale da Malé, oltrepassandola più volte fino a raggiungere il caratteristico capitello della Madonnina de la Val, la palestra di roccia arrivare in breve in Loc. Regazzini. Di qui seguendo le indicazioni per la pista ciclabile si rientra a Dimaro.