Tour del Montozzo

da Silvano
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Spettacolare e impegnativo itinerario, che raggiunge quota 2.613 m, in cui si incontrano tutte le tipologie ambientali e tecniche per il biker di alta montagna.

Il percorso è in parte inserito nel Parco Nazionale dello Stelvio e consente di godere dei più svariati e spettacolari paesaggi naturali: dalle eccezionali vedute sui ghiacci della cima Presanella e del San Matteo, agli ampi panorami sulla Val di Sole e la Val di Peio, dai boschi fitti e selvaggi alle praterie disseminate di caratteristiche costruzioni alpine o di ruderi e testimonianze storiche risalenti alla Prima Guerra Mondiale. Consigliato a biker esperti e allenati.

Descrizione:
Dall’abitato di Fucine in direzione Ossana, superato il ponte sul torrente Vermigliana, poco dopo sulla salita per il castello, sulla destra, una stradina sterrata sale, tra alcune ville nel bosco, in direzione del Passo Tonale. Superato un largo piazzale (cantiere della Forestale) a fianco del rumoroso torrente Vermigliana, la strada si fa più ripida e tecnica e ci conduce nei bei prati della Loc. “Poia”, situata sul lato meridionale della Val Vermiglio. Il percorso, con numerosi saliscendi, entra nel fondovalle sino alla località “Volpaia” (agritur) posta nell’ampia piana di Stavel a cospetto dell’ardita cima della Presanella (3.556 m con una vertiginosa parete ghiacciata).

Si prosegue quindi su di una stradina sterrata che sale in direzione di Velon. Dopo il ponte sul torrente Vermigliana si sale a sinistra in direzione del Maso Cadin, a fianco dei ruderi di antiche caserme militari della Guerra 1914-1918. Superati i masi, si continua sulla destra per una stradina sino ad incrociare la strada sterrata che sale al Forte Tonale. La si percorre in discesa per 100 metri ed a sinistra si giunge in breve nei pressi della bella baita di Velon, superata la quale la strada sale gradualmente in direzione Passo Tonale, attraversando dapprima il torrente e quindi ancora in piano in mezzo ad alcune radure si giunge alla Malga Pecè. Durante la prima guerra mondiale la malga era sede di un sotto-comando austroungarico. Le piante più vecchie che la circondano portano ancora le schegge delle granate italiane. Superata la malga la compatta strada, sovente attraversata da ruscelli, sale in mezzo al fitto bosco di abeti. Dopo diversi tornanti il bosco si dirada permettendo una veduta sulla Valle e superati alcuni ripidi strappi si giunge nei pressi della Strada Statale n. 42. Poco prima di essa si svolta sulla sinistra in salita in direzione della Località Cantiere Presena e dopo un km, sulla destra, si prosegue lungo un sentiero-percorso vita (“Sentiero della Pace”), attraversando i pendii e giungendo a Passo Tonale. (Consigliata una visita all’Ossario, costruito nel 1924, che racchiude i resti di 831 soldati che combatterono nella zona del Tonale; qui è il confine con la Lombardia, un tempo confine di Stato con il regno d’Italia).

Si percorre quindi la strada statale n. 42 in discesa in direzione Ponte di Legno per alcuni chilometri sino a giungere ad un caratteristico tornante in cui la strada statale compie un’angusta e stretta inversione a 180° (1.463 m). In questo punto si innesta visibilmente una strada sterrata con indicazioni per “Pezzo-Passo Gavia”; la si percorre in piano superando alcune piccole valli e diverse costruzioni caratteristiche. In prossimità di alcune di esse occorre prestare attenzione, sulla destra, ad una deviazione con indicazioni “Case di Viso”. La stradina ora si fa più ripida presentando un fondo più sconnesso e sassoso ed entrando gradualmente nell’omonima Valle, situata all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, giungendo alla splendida frazione di Case di Viso (1.800 m), caratterizzata dal fatto di avere numerose costruzioni interamente in pietra poste nella conca basale della Valle (bar, agritur). Qui inizia una strada militare risalente al periodo della Prima Guerra Mondiale che con pendenza in alcuni tratti anche notevole ma su fondo compatto sale zigzagando sul pendio in direzione Rifugio Bozzi. Superato il pendio ed entrando con pendenza moderata in direzione del rifugio, la strada si fa molto sconnessa e sassosa ed in alcuni tratti si pedala in equilibrio precario giungendo al Rifugio Bozzi (2.461 m) dove è doverosa una pausa ristoratrice con visita alle trincee e al piccolo museo della Guerra Bianca. Poco più di cento metri di dislivello da percorrere sul ripidissimo sentiero SAT n. 111 (necessario spingere la bici) portano alla Forcellina del Montozzo che con i suoi 2.613 m di quota offre un panorama mozzafiato sui gruppi granitici dell’Adamello Presanella e sui ghiacciai del San Matteo.

L’ambiente selvaggio, il colore rosso delle rocce ricche di ferro e alcuni resti di trincea sono la cornice ideale per una foto ricordo di questa magnifica avventura. Dal Passo si diramano diversi itinerari di trekking che percorrono le fortificazioni della Prima Guerra Mondiale rese agibili da recenti interventi di recupero.
La discesa verso la Val di Peio, lungo il sentiero SAT n. 111, percorre con una leggera pendenza la Val Montozzo; l’itinerario è a tratti veloce e scorrevole ma repentinamente, specie in prossimità dei numerosi rigagnoli che percorrono e pendici, diventa sassoso e tecnico mettendo alla prova le braccia del ciclista e la sospensioni della mtb. Terminata la Val Montozzo, il sentiero supera diverse rocce “montonate” (rocce levigate dal passaggio dei ghiacciai) divenendo sempre più ripido e mettendo a dura prova le doti tecniche e di coraggio anche dei bikers più esperti. Una splendida visione sul lago Pian Palù di un colore verde smeraldo molto intenso è l’unica distrazione concessa in quanto l’esposizione su ripidi burroni, il terreno sconnesso e la pendenza elevata comportano la massima attenzione da parte del biker.

Dopo numerosi tornantini il sentiero giunge ad un bivio; si percorre il sentiero di destra (sentiero SAT n. 137) superando un ponticello che attraversa un vorticoso torrente per giungere, con diversi saliscendi a mezza costa, sino alla Malga Cellentino (1.841 m) posta poco più alto del Lago di Pian Palù. Poco oltre la malga, sulla destra, il sentiero SAT n. 110, con numerosi passaggi tecnici, discende sino al Fontanino di Peio (1.681 m) dove è possibile assaggiare l’acqua ferruginosa direttamente dalla sorgente. Nel discendere è importante prestare attenzione alle persone che salgono lungo il sentiero rispettando il loro passaggio e quindi guidando la mtb con senso di responsabilità e prudenza.

Ora, su strada asfaltata, si scende a Peio Fonti e di qui in direzione di Cogolo. In corrispondenza del penultimo tornante prima del paese, una stradina sterrata sulla destra ci porta nel bosco e quindi in discesa ad incontrare la pista ciclabile che si percorre fino all’abitato di Fucine.